Dietro questo nome c’è un artista che si sente spesso “meno umano” rispetto a certi comportamenti della propria specie: lontano dalla cattiveria e dalla falsità, vicino invece alla ricerca di autenticità, amore e consapevolezza.Fin da bambino suona e sperimenta: dall’organo Farfisa del padre ai primi gruppi di amici, passando per la radio e per le band che lo hanno portato sui palchi di mezza Italia.
Le sue influenze spaziano da Bob Marley a Peter Tosh, dai Clash ai Police, da Led Zeppelin, Genesis e Red Hot Chili Peppers fino al rock italiano di Litfiba, CCCP, CSI, Marlene Kuntz, Subsonica, senza dimenticare le voci femminili di Björk, Alanis Morissette, Gwen Stefani, Kate Bush, Carmen Consoli, Elisa.
Parallelamente alla musica porta avanti anche un intenso lavoro visivo: storyboard, disegni, video realizzati con tecniche miste, intelligenza artificiale e progetti di future mostre in cui pittura e suono si incontrano.
Le 10 domande a MenoUmano
1. Quando hai deciso di dedicarti alla musica e perché?
Suono da quando avevo 4 o 5 anni. A casa mia non sono mai mancati gli strumenti musicali:
un organo a doppia tastiera Farfisa, tastiere, chitarre, strumenti a fiato autocostruiti.
Mi sono avvicinato ancora di più alla musica passando dalla radio: a 13 anni avevo già un programma tutto mio su una famosa radio locale della provincia di Oristano, Radio Montiferru.
Intorno ai 17 anni ho iniziato a volere di più e, vendendo il mio motorino (un Bravo Piaggio), ho comprato il mio primo sintetizzatore della mitica SIEL.
Non potendomi permettere un Moog, ho scelto questo sintetizzatore analogico dai suoni bellissimi che ti dovevi costruire ogni volta, perché non c’erano preset ma solo leve e manopole.
2. Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo della musica?
Il primo gruppo era formato da amici che si incontravano a turno in una casa o nell’altra.
Tastiera, violino, chitarra acustica e due cantanti… l’unico che conosceva davvero le sette note era il violinista.
In seguito arrivano i Band Boys, gruppo di cinque elementi: basso, batteria, tastiere, chitarra e voce femminile.
Dai superstiti dei Band Boys nascono i Mistero, gruppo che aggiunge una percussionista e un secondo chitarrista.
I Mistero hanno fatto vari concerti, per la maggior parte nelle piazze della Sardegna, e hanno suonato in diversi teatri:
da Cagliari a Torino, Milano e, soprattutto, Venezia, dove vincono il
premio della critica “Leone d’Oro – Nuovi fermenti del Rock e della canzone dialettale”.
I Mistero si fermano nei primi anni 2000 e rimangono in quattro per un mini tour sardo con il nome temporaneo
Diritto di Precedenza. Tra il 1988 e il 2002 sono stati pubblicati un 45 giri, un EP e due album.
3. Qual è il tuo genere musicale?
Con MenoUmano oggi faccio musica sperimentale che abbraccia un
rock melodico con sfumature dark, elettronica e strumenti autocostruiti.
Seguo anche altri due progetti:
- Vega Bundu (reggae)
- ElectroACE (sperimentazione elettronica, dance anni ’80/’90, con voci femminili create in AI, mentre utilizzo la mia voce per le parti maschili)
4. Quali artisti hanno influenzato la tua scelta musicale?
Bob Marley, i Rockets e il rock italiano di Litfiba, CCCP, CSI e Marlene Kuntz.
Ho seguito molto la musica dance nel periodo della radio.
Bob Marley è stato il mio idolo da sempre, i Rockets mi hanno affascinato a livello visivo
e il rock italiano mi ha rubato l’anima.
5. Ti stai già esibendo? Parteciperai a qualche evento o hai in programma qualcosa di nuovo?
Oggi lavoro solo in studio. Ho rielaborato tantissima musica che, dal 2000 in poi,
realizzavo per videogiochi, piccoli documentari e spot pubblicitari.
Sto cercando gli elementi giusti per portare la mia musica dal vivo, ma voglio solo musicisti
che abbiano voglia di suonare musica alternativa.
6. Cosa ne pensi dei Talent Show?
Seguo solo X Factor.
Non sopporto i musicisti “fotocopia” che vengono fuori da certi talent.
Usano sempre la stessa musica, creano piccole macchine per fare soldi e, la maggior parte delle volte,
rovinano ragazzi che arrivano lì con progetti bellissimi che vengono smontati puntata dopo puntata.
7. Cos’è la musica per te?
La musica è la mia vita.
Cammino con la musica in testa anche nel silenzio più assoluto.
Di questa vita terrena porterei con me solo la mia playlist, da ascoltare in eterno.
8. Descrivi il tuo ultimo singolo con 3 parole.
Alternativo, difficile da ascoltare, pieno di vibrazioni e note improbabili.
Non faccio – e non ho mai fatto – musica da classifica:
chi mi ascolta o mi odia o mi ama.
9. Quando prevedi di uscire con un nuovo singolo o un nuovo album?
Sto pubblicando tantissimo materiale e sto collaborando anche con altri artisti.
Nelle prossime settimane ci saranno altre pubblicazioni: in media cerco di pubblicare
almeno due brani al mese.
10. Abbandoneresti l’Italia per vivere un’esperienza musicale all’estero?
Credo di sì, anche se ho un gravissimo problema: le lingue.
Sono comunque pronto a provare nuove esperienze.
Mi piacerebbe arrivare un giorno a suonare in qualche locale a New York o Tokyo,
o in grandi città della Russia o della Cina.
Amo le grandi metropoli… ma anche un piccolo tour in qualsiasi paese estero mi piacerebbe moltissimo.
MenoUmano è un artista che vive la musica come flusso continuo: dalle audiocassette registrate con strumenti di fortuna
fino alle produzioni attuali, tra sintetizzatori, intelligenza artificiale, colonne sonore e arte visiva.
Nella sua carriera ha collaborato con musicisti di grande spessore, ha sperimentato con strumenti analogici e digitali,
ha scritto brani che nascono da esperienze forti e da emozioni profonde.
Oggi il suo progetto guarda al futuro: nuove pubblicazioni, possibili live, mostre dove musica e pittura si incontrano
e il sogno di portare le sue “vibrazioni improbabili” anche fuori dall’Italia.
Un percorso che non cerca scorciatoie, ma che invita chi ascolta a condividere, supportare
e farsi travolgere da un’arte libera, sincera e, volutamente, un po’ “meno umana”.


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