Gianfranco Mascia, cantautore umbro di Penna in Teverina, presenta il suo nuovo singolo “La Pazza del Piano di Sopra”, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali. Questo brano, una ballad rock intensa e coinvolgente, racconta la storia di Marisa, una donna incompresa e stigmatizzata dal suo condominio, ma che in realtà era lucida e consapevole.


La Storia di Marisa

Marisa era una donna che camminava nella neve con i suoi ombrelli, vestita di colori sgargianti in un mondo scuro. Si affacciava al balcone e gridava le cose giuste, ma nessuno la stava a sentire: per tutto il palazzo era soltanto “la pazza del piano di sopra”. Il nuovo singolo di Gianfranco Mascia restituisce a Marisa il nome che il condominio le aveva tolto, offrendole un ritratto non pietoso, ma che le dà ragione, fino al verso che non lascia scampo: “era lucida, ma nessuno lo scopra”.


Un Dialogo con Alda Merini

Il brano dialoga con Alda Merini e con la sua “pazza della porta accanto”: il sospetto che dietro l’etichetta ci sia una persona da ascoltare, e che lo stigma sia da sempre il modo più comodo per voltarsi dall’altra parte. Mascia ci invita a riflettere su come spesso chiamiamo “pazzi” quelli che dicono la verità a voce troppo alta.


Un Apologo Personale

«Marisa è una persona reale — racconta Mascia — e questa canzone è il mio modo di chiederle scusa: per me e per tutti quelli che non l’hanno ascoltata quando era il momento. Molto spesso chiamiamo “pazzi” quelli che dicono la verità a voce troppo alta.» Attraverso la musica, Mascia cerca di dare voce a chi non viene ascoltato, di rompere gli schemi e di abbattere gli stigmi.


Un Viaggio Personale

Gianfranco Mascia vive a Penna in Teverina, un borgo di mille anime in Umbria, dopo una vita spesa nelle battaglie civili. Le canzoni sono arrivate tardi, e per questo non mentono: storie vere, scritte in proprio e suonate da musicisti in carne e ossa, senza scorciatoie. “La pazza del piano di sopra” apre un ciclo di sette brani che diventerà un album nel 2027: dentro ci sono i figli, la moglie, una vita di battaglie. E Marisa, che fa da porta d’ingresso a questo viaggio personale.


La Copertina

La copertina del singolo è disegnata come uno dei foglietti che Marisa lasciava in giro: un mondo a pastello, scarabocchiato come il quartiere la vedeva, e in mezzo, unica figura vera, lei. Un’immagine potente che rappresenta la lotta di Marisa contro lo stigma e la sua ricerca di autenticità.


Conclusione

“La Pazza del Piano di Sopra” di Gianfranco Mascia è una ballad rock che colpisce nel segno, un inno alla libertà di espressione e alla lotta contro gli stigmi. Un brano che invita all’ascolto e alla riflessione, un omaggio a Marisa e a tutte le persone che non vengono ascoltate.